Integrare vitamina D in gravidanza

Integrare vitamina D in gravidanza

1 Dicembre 2020 0

La vitamina D svolge un ruolo importante per l’organismo umano, perché permettere l’assorbimento del calcio, fondamentale per il benessere delle ossa. Pertanto, la vitamina D diventa ancora più vitale durante la gravidanza, poiché deve aiutare lo sviluppo dell’apparato scheletrico del nascituro. Infatti, secondo quanto riportato dalla Società Italiana dei Pediatri, l’eventuale deficienza di vitamina D nel corso della gestazione può mettere rischio la buona salute delle ossa della madre e alterare la normale formazione della struttura ossea del feto, oltre che danneggiarne il corretto sviluppo dei suoi denti, esponendoli alle carie.

Alcune ricerche avrebbero dimostrato come un adeguato apporto di vitamina D durante la gravidanza tuteli la madre da alcune importanti patologie, come diabete e la preeclampsia (denominata anche gestosi), dalla mancata crescita del feto o da un parto anticipato. Su queste ultime considerazioni, però, gli studi scientifici non hanno ancora dato conferma. Tuttavia, questo non mette in dubbio l’elevata necessità di mantenere un corretto livello di vitamina D in un momento delicato, quale quello della gravidanza. Nonostante si tratti di una vitamina, la fonte principale di quest’ultima non è alimentare, perché essa è anche un ormone. Pertanto, se in parte la vitamina D si può assumere con l’alimentazione, la porzione maggiore si assume invece attraverso l’esposizione ai raggi solari. Infatti, quando ci si espone al sole, l’organismo produce vitamina D automaticamente, che poi viene usata dagli apparati e dai diversi organi per espletare al meglio le proprie funzioni. Pertanto, per integrare la dose di vitamina D in gravidanza, la futura madre potrà esporsi alla luce del sole per almeno 10 – 15 minuti, seppur proteggendo accuratamente la pelle ed evitare di farlo nelle ore più calde della giornata.

La protezione della pelle è, però, importante, attraverso l’uso di una crema ad altissima protezione solare, affinché la futura madre eviti la formazione di macchie scure sulla pelle, fenomeno che prende il nome di “melasma gravidico”. 

Dal punto di vista alimentare, invece, le integrazioni di vitamina D si possono ricavare nel seguente modo: 

1. la vitamina D2, di origine vegetale, si trova soprattutto nei lieviti, in alcuni funghi (soprattutto nei Crimini, nei Portobello, nei Gallinacci, negli Champignon e nei Maitake) e in alcune alghe;

2. La vitamina D3 è, invece, di origine animale. Essa si trova soprattutto nei seguenti alimenti: 

  • Olio di fegato di merluzzo. È la fonte privilegiata di vitamina D e, per superare il gusto poco piacevole e molto forte, sarà opportuno non sorseggiarlo in purezza, ma usarlo per condire un’insalata o per allungare un frullato; 
  • Pesce. In modo particolare, salmone affumicato, tonno sott’olio, pesce spada, sgombro, aringa, sardine, anguilla e halibut e tutti i pesci provenienti dai mari del Nord, poiché ricchi di grassi omega-3, che aiutano il benessere del sistema nervoso e dell’apparato cardiovascolare; 
  • Molluschi e crostacei, con predilezione speciale per ostriche e gamberi; 
  • Carne di fegato, soprattutto di manzo, che contiene molto ferro, zinco, acido folico e vitamina A; 
  • Latte, yogurt e derivati, preferendo soprattutto quello intero o di capra, senza dimenticare quelli “fortificati”, poiché presentano un’abbondanza di vitamine; 
  • Formaggi grassi, cioè quelli prodotti con latte intero. Rientrano nell’elenco brie, Camembert, caciocavallo, fontina, Gorgonzola, provolone, taleggio, robiola e stracchino o crescenza;
  • Uova, con preferenza per la parte gialla, l’uovo, che presenta un’elevata presenza di carotenoidi, vitamina A, E e le vitamine del gruppo B, tra cui la B12; 
  • “Alimenti fortificati”, quelli che presentano un rinforzo in termini di vitamine, nutrienti e minerali. Si tratta di cereali, fiocchi d’avena, latte di soia e succo d’arancia;
  • Verdura: se la frutta manca totalmente di vitamina D, essa è rintracciabile, invece, nella verdura, soprattutto in quella a foglie larghe e scure, quali cicoria, bietole, broccoli e nel cavolo nero.

Ovviamente, sempre seguendo i consigli del medico, la donna in attesa potrà assumere anche specifici integratori, seppur il rispetto di una sana alimentazione l’esposizione alla luce del sole con le dovute accortezze restano le migliori abitudini per poter integrare la vitamina D anche in gravidanza.